Nel 2015 iniziavo già a vedere una cosa curiosa: clienti cinesi che compravano lusso attraverso video, messaggi e prodotti mostrati in tempo reale. Oggi lo chiamiamo live shopping. All’epoca, molto più semplicemente, stavano vendendo.
Il punto interessante non è il nome dello strumento, ma ciò che succede nella relazione: il cliente vede il prodotto, fa domande, chiede un dettaglio, percepisce la disponibilità limitata e decide. Il digitale non elimina la vendita assistita: la sposta su un altro schermo.
Poi è arrivato il Covid e anche in Italia abbiamo scoperto le dirette. Quello che prima sembrava poco elegante è diventato improvvisamente innovazione digitale. Oggi la live non appartiene più soltanto al lusso: la usano boutique indipendenti, piccoli negozi e brand accessibili.
Dopo più di quindici anni tra retail, moda, e-commerce e clienti internazionali, continuo a pensare una cosa: gli strumenti cambiano molto più velocemente delle persone. Desiderio, relazione, urgenza e scarsità vendevano prima di Instagram e continueranno a farlo dopo la prossima piattaforma.